martedì 1 novembre 2011

LO SCHERZO DI ALBERTO GIACOMETTI (scultore)




ALBERTO GIACOMETTI

scultore (1901-1966)

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ti invita a venire a trovarlo
a Borgonovo Stampa
presso la sua Casa-Museo


visionando questo video su YOU TUBE !

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Quale fu l'ultimo suo desiderio?

Ascoltando il filmato tratto da "YOU TUBE", nel corso della visita alla sua casa-Museo, Alberto Giacometti rilascia una intervista che tenne ovviamente in vita, oggi trasmessa per ricordarlo com'era e per tramandare il suo pensiero, su uno video-schermo posto nella sala principale della casa-Museo.

Le parole di Alberto Giacometti, registrate dal visitatore sconosciuto attrezzato con una video-camera con la quale registrò il suono e le immagini, si odono rimbombare nella stanza dalla cattiva acustica, tuttavia in un preciso passaggio del discorso esse risuonano chiare e percepibili come "... non l'avevamo realizzata perché troppo costosa..."

Ma che cosa non avevano realizzato? Lo si capirà solo dopo aver seguito con attenzione l'intero filmato.

La seconda parte del filmato, terminata la visita alla Casa-Museo, riguarderà la successiva visita al cimitero di Borgonovo Stampa, in un'atmosfera dal cielo plumbeo e freddo.

Il visitatore sconosciuto, introdottosi nel viale interno del cimitero, cerca e trova la tomba di Alberto Giacometti e della sua famiglia dove, a ben vedere, manca la statua funeraria dell'amata madre di Alberto e di suo fratello Dario, colei che fu la persona più importante della loro vita. 

Ecco qual sarebbe stata l'opera d'arte misteriosa a cui Alberto si riferì, col rammarico di non averla potuta realizzare: la fusione in bronzo della statua funeraria di sua madre non venne realizzata poiché troppo costosa per quei tempi di difficoltà economica!

OCCORRE RITROVARE LA STATUA DI SUA MADRE !

Ne consegue che se non fosse stata distrutta la statua in cera, essa avrebbe ben potuto essere stata custodita da qualche parte.

Joackinder, noto per la sua passione di ricercatore di opere perdute, ha impiegato 15 anni di ricerche in ogni dove finché ha ritrovato la statua della madre di Alberto Giacometti !


  

"TALIS MATER, TALIS FILIUS" ?

A CHI FU DONATA QUESTA STATUA ?


Un colpo di scena straordinario si evince da un libro pubblicato nell'anno 2007 da "Editions FAGE"(Fondazione Alberto ed Annetta Giacometti), alla cui pagina 104 si legge una lettera inviata da Isabel Nicholas ad Alberto e Annette Giacometti : "...ce qu'on pourrait appeler peut-ètre - L'HISTOIRE ALBERTO EN ANGLETERRE - est devenu assez dròle. Tout le monde en parle - mais très peu ont la moindre idée de quoi il s'agit. La grande sculpture à la Tate, l'homme, est magnifique, mème si ce qu'il a autour est mélange invraisemblable. Le portrait également".

Questa statua che potremmo definire "dissimulata"sarebbe stata acquistata dalla Tate Gallery di Londra, assieme a due dipinti di Alberto Giacometti e potrebbe essere stata donata ad Isabel Nicholas, una modella inglese che aveva posato per Derain (pag. 37 stesso libro) e che Alberto aveva conosciuto a Parigi nel 1937 e della quale egli s'innamorò tanto da perdere la testa per poi ritrovarla... nel volto di Lei? Avrebbe Alberto ritrovato il volto di sua madre, ovvero il proprio volto tanto somigliante a quello di sua madre, nel volto di Isabel Nicholas per la quale avrebbe nutrito un amore edipico?

Così segue il testo della pagina 104: "...On dit qu'il aura une grande exposition ici. Est-ce que c'est vrai? Mai je ne dis rien dans toute cette découverte. Je suis trop près - mieux silence."
La lettera é firmata < I A L > sigla le cui iniziali significherebbero < Isabel Alberto Loving> ?

Dalla nota 21, fondo pagina 104: "In effetti nel 1954, una polemica montata da dei male intenzionati ostili al Direttore della Tate Gallery, John Rothenstein, presero per pretesto delle acquisizioni che non avrebbero rispettato le regole d'impiego dei fondi. Secondo questo acquisto si trattò di tre opere di Alberto Giacometti, una scultura e due dipinti acquistati nel 1949".

Dalla nota 22, fondo pagina 104: "L'esposizione ebbe luogo da giugno a settembre 1955 alla Galleria Art Council di Londra. Il Commissario assegnato fu David Sivester". E' stato chiesto alla biblioteca dell'Albert and Victoria Museum di poter verificare la documentazione contenuta in una scatola colà depositata con le immagini delle statue esposte nella mostra tenuta dal Silvester alla Galleria Art Council, ma per la legge vigente sui diritti di autore non é possibile che ricevere uno solo degli elementi contenuti nella scatola, per di più scelto a caso. Il mistero s'infittisce. 

Tutto fa pensare ad uno scherzo, ad una "pipe"... come quella a cui si riferirebbero due altre misteriose statuette di Alberto Giacometti:



Salvate dalla incuria del tempo, ripulite prima con uno spazzolino di peli di cinghiale, poi con setole più morbide e carezzevoli, le statuette apparvero nella loro esemplare postura onanistica, colte sul fatto dall'occhio esperto di queste cose, quanto meno in intimità famigliare.

  
La plasticità delle forme quanto la singolarità della sfaccettatura dei volti, richiamarono alla mente le piccole sculture veristiche che Alberto Giacometti amava approntare, quasi per distrarsi o per gioco scherzoso.

Immediatamente riconoscibile il volto di Dario suo fratello, sempre velocissimo quando lo chiamavano ad accendere un lume, tanto da soprannominarlo "cerino", e qui la statuetta lo riprendeva nell'atto di infiammarsi troppo in fretta per poter condurre pacatamente a termine qualsiasi discussione.




La seconda statuetta esprimeva da parte sua una tale sublime concentrazione psichica che essa si manifestava nella plasticità complessiva dell'opera d'arte, come se il braccio dell'uomo pensante fosse un tutt'uno con la sua anima e corpo in un'istante d'estasi inconfessabile o di proponente smisurata generosità, tant'è che una sua replica in maggiore dimensione fu pubblicata a tutta pagina nella monografia dedicata ad "Alberto Giacometti", nella sezione delle opere del periodo "cubista", purtroppo dichiarata dall'editore come andata irrimediabilmente distrutta! Come dire "C'est finì! Rien ne va plus!".

   
La concomitante presenza di queste statuette in creta (Alberto e Dario Giacometti?) nel medesimo luogo dove venne rinvenuta la statua in cera dura della loro madre, della quale a comprova vi é la straordinaria somiglianza antropometrica col figlio (un caso su dieci miliardi di probabilità), fa ritenere che si tratti di un nucleo famigliare e che, quindi, si possa ragionevolmente affermare che qualora la statua della Signora Giacometti venisse ad essere riconosciuta ed accolta ad onorare la tomba di famiglia, non vi possano essere più dubbi sull'eccezionale ritrovamento.

L'attuale proprietario Umberto Joackim Barbera, un collezionista torinese impegnato da vent'anni nella ricerca e recupero di opere d'arte ritenute perdute in guerra, ha affidato al Curatore dr. Franco Morello (Professional Arthur Andersen firm, cellulare: +39 320 0669877)   il compito di contattare la Fondazione Alberto e Annetta Giacometti  tramite due storici dell'arte accreditati e di cercare un compratore collezionista.

Umberto Joackim Barbera
Newtel srl, società web-editrice
sede legale:
via Sachero 2/5 (10090) Sciolze (Torino-Italia)
(in corso di trasferimento in via Bonafous 2 Torino)
e-mail: ubarbe22@gmail.com

sede operativa: mobile
Reperibilità: I-Phone +39 348 5116565

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